Come cambia il credito d’imposta tra il 2021 e il 2022 per investimenti in Beni strumentali

Come cambia il credito d’imposta tra il 2021 e il 2022 per investimenti in Beni strumentali

Quale è la differenza per un investimento riguardante l'acquisto di un bene strumentale nuovo effettuato il 2021 piuttosto che 2022, in termini di aliquote fiscali e condizioni riconosciute e come fare a mantenere le condizioni agevolative del 2021
Imprese e professionisti hanno poco più di un mese per bloccare le condizioni in vigore per il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali.
Il disegno di legge di Bilancio 2022 interviene sulle aliquote del credito d’imposta ma non interviene sulle disposizioni della manovra del 2021.
Effettuare l’investimento nel 2021 piuttosto che nel 2022 potrà avere ripercussioni notevoli in termini di recupero del credito d’imposta.
In particolare:
  • Per i BENI MATERIALI 4.0, per i nuovi investimenti effettuati dal 1° gennaio 2022 il credito d’imposta scenderà dal 50% al 40% per lo scaglione fino a 2,5 milioni, dal 30% al 20% per quello tra 2,5 e 10 milioni, mentre rimarrà al 10% per l’ultimo scaglione tra 10 e 20 milioni.
  • Per i BENI MATERIALI E IMMATERIALI TRADIZIONALI NON 4.0 i nuovi investimenti effettuati dal 1° gennaio 2022 passeranno da un credito d’imposta del 10% o del 15%  – qualora gli investimenti siano destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile – ad un credito d’imposta del 6% del costo.
  • Nessuna modifica prevista invece per il credito d’imposta per i BENI IMMATERIALI 4.0: Il disegno di legge di Bilancio 2022 conferma la percentuale agevolativa del 20% anche per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2023
Per i beni tradizionali non 4.0  non sarà più possibile utilizzare la facoltà del credito d’imposta in un’unica quota per tutti gli investimenti dal primo gennaio 2022.
Come fare per bloccare le misure più convenienti del credito d’imposta del 2021?
Due le possibili soluzioni:
  1. prima soluzione: effettuare gli investimenti entro il 31 dicembre 2021
  2. seconda soluzione: entro il 31 dicembre 2021, si dovrà ottenere l’accettazione dell’ordine dal venditore e pagare acconti per almeno il 20% del costo: in tal caso, l’investimento potrà essere terminato entro il 30 giugno 2022.

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Nuova Sabatini all’interno della legge di Bilancio 2022

Nuova Sabatini all’interno della legge di Bilancio 2022

Rifinanziamento della misura fino al 2027 e ritorno all’erogazione in più quote
All’interno del disegno della legge di Bilancio 2022 vengono stanziati ulteriori fondi per assicurare la continuità operativa della misura “Nuova Sabatini”, per continuare a dare sostegno agli investimenti delle PMI italiane ed al tessuto produttivo nazionale.
Il sostegno della misura viene fornito alle aziende tramite l’accesso al credito finalizzato all’acquisto (o all’acquisto tramite leasing) di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo.
Con il disegno di legge di bilancio 2022 l’incentivo cambia per quanto riguarda la modalità di liquidazione del contributo, rispetto alla forma agevolata che era stata prevista per il 2021: si ritorna al sistema tradizionale delle quote e la tranche unica viene limitata agli incentivi che rientrano sotto la soglia dei 200.000 euro.
Nello specifico è l’articolo 11 del testo in bozza datato 10 novembre 2021 a prevedere da un lato il rifinanziamento della Nuova Sabatini, e in parallelo la nuova modifica.
Il rifinanziamento prevede nel 2022 e 2023 ulteriori 240 milioni di euro annui, che passano a 120 milioni dal 2024 al 2026 e si riducono a 60 milioni per il 2027.
Il tutto dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio e, sostanzialmente, a partire dal 1° gennaio 2022.

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Rifinanziamento per la ”Nuova Sabatini”

Rifinanziamento per la ”Nuova Sabatini”

Contributi per l'acquisto di beni strumentali

Con l’approvazione del disegno di legge ‘Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021’ (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 14/10/2021) sono stati stanziati ulteriori 300 milioni di euro per assicurare la continuità operativa della misura “Nuova Sabatini”, che persegue l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle PMI, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo.

Le risorse aggiuntive messe in campo con detto provvedimento si aggiungono a quelle precedentemente stanziate per la misura nell’annualità 2021, sia dall’articolo 1, commi 95-96 della Legge di Bilancio 2021, pari a 370 milioni di euro, che dall’articolo 11 ter del Decreto Sostegni bis, pari a 425 milioni di euro.

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Businessman touching a global network connection, Omni Channel and communications concept

Bando SI4.0 2021: apertura sportello 30/09/2021

Bando SI4.0 2021: apertura sportello 30/09/2021

Contributi per la realizzazione di progetti per la sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti e servizi innovativi Impresa 4.0

L’obiettivo del bando è quello di promuovere la realizzazione di progetti per la sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti e servizi innovativi 4.0, stimolando la domanda a lungo termine di tali soluzioni e incentivando la collaborazione delle imprese con i soggetti qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0. Verrà riconosciuta particolare rilevanza a progetti che:

  • favoriscano lo sviluppo di soluzioni digitali in risposta alla sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • incentivino modelli di sviluppo produttivo green driven orientati alla qualità e alla sostenibilità tramite prodotti/servizi con minori impatti ambientali e sociali.
    Possono partecipare al bando le MPMI lombarde.

L’intensità dell’agevolazione è pari al 50% dei costi ammissibili fino a 50.000,00 euro, le spese devono essere pari almeno a 40.000,00 euro.

Le domande possono essere presentate dal 30 settembre 2021 fino al 29 ottobre 2021, salvo esaurimento risorse.

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Tempistiche ed utilizzo del credito beni strumentali attribuito ai soci

Tempistiche ed utilizzo del credito beni strumentali attribuito ai soci

Chiarimenti circolare AdE 9/E/2021 per credito beni strumentali ai soci

Il credito per investimenti in beni strumentali può essere utilizzato, ai sensi del comma 1059 dell’articolo 1 L. 178/2020, a decorrere:

  • dall’anno di entrata in funzione del bene, per gli investimenti in beni ordinari di cui all’articolo 1, commi 1054 e 1055, L. 178/2020;
  • dall’anno di avvenuta interconnessione del bene al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni 4.0 di cui all’articolo 1, commi 1056, 1057 e 1058, L. 178/2020.

Queste regole, valide generalmente nel caso di utilizzo del credito da parte della società in capo alla quale è maturato il credito, sono valide anche per la compensazione della quota di credito attribuita in capo ai soci, che resta dunque vincolata all’entrata in funzione o interconnessione del bene agevolato.

La circolare dell’AdE 9/E/2021 riconosce formalmente la legittimità dell’attribuzione ai soci di società semplici e più in generale dei partecipanti di enti trasparenti del credito per investimenti in beni strumentali nuovi (articolo 1 commi 1051- 1063 3 1065, L.178/2020), identificando le stesse tempistiche riconosciute alle società e delineando gli step necessari per poter procedere all’attribuzione del credito e per l’utilizzo da parte dei soci.

Si ricorda inoltre che l’attribuzione del credito maturato da parte di un ente trasparente ai propri soci non rappresenta una cessione dello stesso ma una particolare e specifica modalità di utilizzo.

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GUI (Graphical User Interface) concept.

Risp. ADE 600/2021: crediti d’imposta beni strumentali e Mezzogiorno

Risp. ADE 600/2021: crediti d’imposta beni strumentali e Mezzogiorno

Sì al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali “4.0” e al bonus Mezzogiorno per le società tra professionisti titolari di reddito d’impresa.

Il riconoscimento viene direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n. 600 del 16 settembre 2021, che è stata diffusa alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n. 7407 del 17 marzo 2021, avente ad oggetto la qualificazione della natura del reddito prodotto dalle società tra professionisti. In tale pronuncia, i giudici di legittimità riconoscono al reddito prodotto dalle Stp la natura di reddito d’impresa o reddito professionale, in virtù dell’effettiva organizzazione del lavoro. Pertanto, hanno ritenuto applicabile la ritenuta d’acconto, dovuta in caso di reddito di lavoro autonomo, sull’onorario pagato ad uno studio legale costituito in forma di una società tra professionisti a responsabilità limitata, privilegiando la natura dell’attività svolta rispetto alla forma giuridica prescelta.

Tenendo conto di tale principio di legittimità, una società costituita tra professionisti operante nel settore odontoiatrico, volendo effettuare una serie di investimenti e valutando la possibilità di accedere al credito d’imposta per i beni materiali Industria 4.0 e al credito d’imposta per gli investimenti effettuati nel Mezzogiorno, chiede di sapere:

  • se il reddito prodotto dalla società debba essere considerato reddito d’impresa o reddito di lavoro autonomo;
  • se la società, in funzione della risposta di cui al punto precedente, potrà accedere alle agevolazioni suddette relative agli investimenti in beni strumentali;
  • se le suddette agevolazioni sono tra loro cumulabili.

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta ad interpello n. 600/2021, conferma la sua posizione già espressa in passato sulle Stp e confluita in diversi documenti di prassi.

Viene ribadito che le società professionali, di cui all’art. 10, comma 3, della L. n. 183/2011, non costituiscono un genere autonomo con causa propria, ma appartengono alle società tipiche disciplinate dal Codice civile e, pertanto, sono soggette integralmente alla disciplina legale del modello societario prescelto. Dunque, anche per esse trovano conferma le previsioni di cui agli articoli 6, ultimo comma, e 81 del TUIR, per effetto delle quali il reddito complessivo delle società in nome collettivo e in accomandita semplice, delle società e degli enti commerciali di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), da qualsiasi fonte provenga, è considerato reddito di impresa.

Con riferimento al primo quesito, dunque, l’Agenzia ritiene che, ai fini della qualificazione del reddito prodotto dalle Stp, non assume alcuna rilevanza l’esercizio dell’attività professionale, risultando a tal fine determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria: la forma giuridica, dunque, prevale nell’attuale configurazione del sistema fiscale.

Il secondo quesito risulta direttamente collegato al primo, pertanto è da ammettere il riconoscimento dei vari bonus per gli investimenti che la legge prevede a favore delle imprese, escludendo invece i professionisti.

Nel caso di specie, l’Agenzia riconosce, quindi, alla Stp la possibilità di accedere sia al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali “4.0” di cui all’art. 1 comma 1057 della L. 178/2020, sia al credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno di cui all’art. 1, commi 98-108 della L. 208/2015, in quanto titolari di reddito d’impresa. Ciò in quanto, in base alla normativa di riferimento, sono destinatari di entrambe le agevolazioni i soggetti titolari di reddito di impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta.

Infine, con riferimento alla cumulabilità tra i due crediti d’imposta, si fa richiamo a quanto già detto nella risposta n. 360/2020: pertanto, in relazione ai medesimi investimenti, è possibile cumulare i due benefici, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento.

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Vietato l’accesso al “bonus beni strumentali” se condanna 231

Interdizione al credito d’imposta per tutti gli investimenti in beni strumentali nel periodo di condanna ex D. Lgs 321/2021 o con Durc irregolare.

“Nuova Sabatini” – riapertura sportello

Con decreto direttoriale del 02/07/2021 il MISE riapre lo sportello per le domande di accesso alla misura “Nuova Sabatini”, precedentemente chiuso con decreto direttoriale del 01/06/2021.

Beni Strumentali – Nuova Sabatini report di settembre 2020

I dati al settembre 2020 delle domande a valere sulla Nuova Sabatini.

Beni Strumentali – Credito d’imposta: integrazione fatture

CREDITO D’IMPOSTA PER I BENI STRUMENTALI: indicazioni per integrare correttamente le fatture