PIANO TRANSIZIONE 4.0

PIANO TRANSIZIONE 4.0

Con la legge di Bilancio 2021 vengono riportati diversi ritocchi alla normativa 4.0: il nuovo piano di transizione 4.0 prevede un rialzo delle aliquote, dei massimali di investimento, una modifica del periodo/modalità di compensazione e degli ambiti di intervento.

La situazione migliore per una azienda è riuscire a sfruttare tutte le nuove potenzialità offerte con la legge di Bilancio 2021 e il nuovo piano transizione 4.0, negli ambiti previsti:

  • Investimenti in beni strumentali nuovi, in particolare beni materiali e immateriali 4.0 per sfruttare al massimo i nuovi crediti d’imposta
  • Investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione e design
  • Investimenti in formazione finalizzata all’acquisizione/consolidamento delle competenze nelle tecnologie abilitanti 4.0

Per queste tipologie di investimenti viene concesso un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione tramite F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Il credito è concesso a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato italiano indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

Da tenere in considerazione che il credito non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, è cumulabile con altre agevolazioni e per poterne avere diritto è vietato cedere l’investimento o trasferirlo (anche all’interno del consolidato fiscale).
L’impresa non è obbligata ad inviare in maniera preventiva la dichiarazione dei redditi e la comunicazione al Mise ai fini della fruizione.

Per i «beni strumentali» le imprese sono tenute a produrre una perizia asseverata (per i beni con costo unitario di acquisto non superiore a 300 mila euro può bastare dichiarazione a cura del Leg. Rap.); per le attività di R&S occorre asseverare la relazione tecnica per assicurare maggiore certezza sull’ammissibilità delle attività svolte e delle spese sostenute; per la formazione occorre redigere e conservare una relazione didattica comprensiva di attestazioni e dichiarazioni che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività.

Il momento di decorrenza dell’utilizzo in compensazione, la durata del periodo di fruizione e i
i codici tributo da utilizzare variano a seconda della disciplina agevolativa di riferimento (es. Legge di Bilancio 2020 L. 160/2019 o nuova Legge di Bilancio 2021 L. 178/2020)

Per i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali effettuati dal 16.11.2020 fino al 31.12.2022,
(oppure effettuati entro il 30.06.2023 su valida “prenotazione”) l’utilizzo in compensazione diventa in 3 quote annuali di pari importi (un’unica quota annuale per investimenti in beni materiali ordinari effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 o investimenti in beni immateriali ordinari effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro) e a decorrere dall’anno di entrata in funzione (beni ordinari) o di interconnessione (beni 4.0).

L’interconnessione, cruciale per l’ammissibilità alle agevolazioni per i beni 4.0, può essere realizzata dall’impresa anche successivamente all’effettuazione dell’investimento, purchè i beni possiedano le caratteristiche 4.0 dall’entrata in funzione: questo comporterà uno slittamento temporale della fruizione del beneficio.

La percentuale di credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 (allegato A legge 11 dicembre 2016) ottenibile sulle spese ammissibili diventa (quelli di competenza 2021) 50% fino a 2,5 mln di euro di investimento, 30% da 2,5 a 10 mln di euro di investimento, 10% da 10 a 20 mln di euro di investimento; mentre per i beni strumentali immateriali 4.0 (allegato B legge 11 dicembre 2016) si può ottenere un credito d’imposta pari al 20% sulle spese ammissibili fino a 1 mln di euro di investimento, dove diventano agevolabili anche le spese per servizi sostenuti in relazione all’utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per quanto riguarda invece i crediti d’imposta sulla ricerca e sviluppo, innovazione e design e formazione 4.0, la compensazione è possibile a partire dal periodo di imposta successivo a quello di maturazione del credito o di sostenimento delle spese ammissibili e post avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione contabile (comma 205, articolo 1 legge 160/2019).

Con la nuova legge di Bilancio 2021, per gli investimenti in ricerca (ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, secondo i criteri del Manuale di Frascati) il credito spettante è del 20% delle spese ammissibili, fino a 4 milioni massimo di credito; per gli investimenti in innovazione in ambito 4.0, volta a favorire la digitalizzazione e sostenibilità economica (rispettando i criteri del Manuale di Oslo) il credito spettante è del 15% delle spese ammissibili, fino a 2 milioni massimo di credito; per le restanti attività di Innovazione (innovazione tecnologica per prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati), Design e Ideazione Estetica il credito spettante è del 10% fino ad un massimo di 2 milioni di credito.

La legge di Bilancio 2021 porta novità rilevanti sul tema formazione 4.0, in particolare:

  • nessun limite di investimento ma solo di credito e compensazione in 1 anno;
  • Aliquote differenziate in base alla dimensione aziendale: Piccole Imprese (PI) 50% fino a 300 mila euro max di credito, Medie Imprese (MI) 40% fino a 250 mila euro max di credito, Grandi Imprese (GI): 30% fino a 250 mila euro max di credito;
  • Ammessi, tra le spese ammissibili il costo aziendale dei dipendenti per le ore impiegate in formazione, le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione, i costi di esercizio relativi ai forrmatori/partecipanti direttamente connessi al progetto di formazione (es. spese di viaggio, materiali, forniture ecc).

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