Le attività commissionate dall’estero sono incluse nei benefici del credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Le attività commissionate dall’estero sono incluse nei benefici del credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Arriva dalle Entrate l’apertura verso l’ammissibilità al credito d’imposta R&S ex art. 3, DL 145/2013 delle spese per l’acquisizione di servizi specialistici a supporto di attività svolta intra-muros su commessa estera

La risposta all’interpello numero 280 dell’Agenzia delle Entrate pubblicato in data 21 aprile 2021 riporta la definizione di prototipo facente parte del Manuale di Frascati del 2015 ovvero per prototipo di R&S si intende un modello originale creato appositamente per l’esecuzione del progetto e non disponibile, quindi, come prodotto di serie né come unità di pre-produzione destinata all’ottenimento di certificazioni tecniche o giuridiche, che possiede le qualità tecniche essenziali e le caratteristiche di funzionamento del prodotto finale da realizzare e che permette di effettuare le prove per apportare le modifiche necessarie e fissare le caratteristiche finali del prodotto.

Lo sviluppo di un prototipo viene inteso come facente parte dello sviluppo sperimentale ammissibile al credito d’imposta per ricerca e sviluppo a partire dal 2017.

Sulla base della natura del progetto di ricerca e sviluppo oggetto dell’interpello, in questo caso contraddistinta dalla realizzazione di un prototipo e quindi determinabile come ricerca e sviluppo sperimentale, sono eleggibili al credito d’imposta, in quanto rispondenti ai requisiti di pertinenza e congruità le spese:

  • del personale interno direttamente impiegato nelle attività di “sviluppo sperimentale”,
  • per materiali e forniture direttamente impiegati nella realizzazione del prototipo (solo per il 2019),
  • dei consulenti esterni purché considerati nell’ottica della disciplina agevolativa, alla stregua di “personale esterno”; tale “personale esterno”, si osserva, può includere, peraltro, sia lavoratori autonomi operanti come consulenti, sia anche lavoratori dipendenti di altre imprese distaccati presso l’impresa impegnata nelle attività di ricerca e sviluppo,
  • sostenute nei confronti della società estera appaltante, non come acquisizione di ricerca e sviluppo “extra-muros”, vale a dire appaltate dalla società istante a un soggetto esterno, ma come acquisizione di servizi specialistici a supporto delle attività di ricerca e sviluppo svolte internamente dalla società istante.

Infine non vengono considerate ammissibili le attività di R&S subappaltate dalla commissionaria residente sul territorio nazionale verso terze parti. In tal caso il credito d’imposta per tali attività extra -muros spetta al soggetto che le esegue in subappalto.

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