GUI (Graphical User Interface) concept.

AdE – Risposta n. 30/2022 – Interpello su utilizzo del credito ricerca e sviluppo

AdE – Risposta n. 30/2022 – Interpello su utilizzo del credito ricerca e sviluppo

Risposta dell’Agenzia delle Entrate come Interpello dell’articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - esercizio ultrannuale - utilizzo del credito ricerca e sviluppo ex articolo 1, comma 35, della legge n. 190 del 2014
L’azienda ritiene di poter utilizzare in compensazione il credito d’imposta maturato ai sensi della legge n. 190 del 2014 anche se non indicato nella dichiarazione annuale.
L’azienda richiama le istruzioni per la compilazione dei modelli ”Redditi SP SC EnC” per il 2020, le quali asseriscono che, laddove il modello dichiarativo «non consenta l’indicazione di alcuni dati necessari per la dichiarazione, richiesti invece nei modelli approvati nel 2021, questi dovranno essere forniti solo a richiesta dell’Agenzia delle Entrate».
Nel caso specifico essendo il credito maturato nel periodo d’imposta ultrannuale 1° ottobre 2019 – 31 dicembre 2020, il credito non può essere esposto né nella sezione I del quadro RU (non trattandosi di un ”residuo” proveniente dalla dichiarazione annuale del periodo d’imposta precedente), né nella sezione IV (riservata al credito per le attività di R&S di cui alla legge n. 160 del 2019).
Per questa ragione l’Agenzia delle Entrate ritiene possibile replicare, in via eccezionale, quanto già chiarito con la risoluzione n. 54/E del 2 Pagina 3 di 4 maggio 2017, consentendo all’azienda di non indicare nulla nella dichiarazione annuale e dando la possibilità di utilizzare il credito in compensazione, fermo restando l’obbligo di conservare la documentazione contabile certificata dal revisore (o dalla società di revisione) a comprova del credito, da esibire ad eventuale richiesta dell’Agenzia delle entrate.

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Risp. AE 846/2021: credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e periodo agevolato

Risp. AE 846/2021: credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e periodo agevolato

Chiarimenti in merito alla presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 846/2021 ha fornito chiarimenti in merito alla presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard, relativamente al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.
La disciplina in esame si applica autonomamente per ciascun periodo d’imposta così come individuato dalla disciplina fiscale, a prescindere dalla durata dello stesso, ma sulla base di parametri calcolati su periodi di durata standard di 12 mesi; ciò comporta che tutte le volte in cui ci si trovi in presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard, i parametri rilevanti per il meccanismo di calcolo del credito d’imposta dovranno essere ragguagliati alla durata effettiva del periodo agevolato.

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Industry 4.0 technology concept - Smart factory for fourth industrial revolution

Ricerca ed Innovazione come volano per la crescita delle aziende italiane

Ricerca ed Innovazione come volano per la crescita delle aziende italiane

Una overview sull'agevolazione dei costi di ricerca e sviluppo ed innovazione tecnologica: definizioni, spese agevolabili e considerazioni.

La digitalizzazione, l’innovazione e la competitività rappresentano attività fondamentali nel PNRR per aumentare la competitività, la produttività e la sostenibilità delle aziende italiane: lo stato, perciò, con il credito d’imposta in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica spinge le aziende a innovarsi sempre più per ambire a significativi benefici fiscali.

Per poter usufruire di questi incentivi fiscali è fondamentale individuare e qualificare quelle attività aziendali che costituiscono ricerca, sviluppo e innovazione, oltre ad individuare in maniera corretta i costi elegibili: una materia complicata se non analizzata con il supporto degli esperti, dal momento che individuare e discriminare le attività tra ricerca e sviluppo ed innovazione tecnologica non è qualcosa di banale.

Innanzitutto occorre considerare che tutte le imprese situate nel territorio dello Stato (ivi incluse le stabili organizzazione di soggetti non residenti) possono usufruire dei crediti d’imposta per Ricerca e Sviluppo ed innovazione: per usufruirne la società dovrà essere in regola sia con la normativa prevista in materia di salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro, sia con gli adempimenti degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e non dovrà essere sottoposta ad una procedura prevista dalla legge fallimentare o in liquidazione volontaria.

Sono agevolabili i costi relativi a spese per il personale impiegato in attività R&D o di innovazione tecnologica; quote di ammortamento, canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software, impiegati per il compimento delle attività agevolabili; spese per contratti di ricerca extra muros; quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, ad una tipografia di prodotto (valevole solo per il credito R&D); spese per servizi di consulenza e servizi inerenti alle attività R&D e di innovazione tecnologica; spese per materiali per la realizzazione di prototipi, materiali, forniture o prodotti analoghi funzionali allo svolgimento dell’attività oggetto di agevolazione.

Una attività per essere considerata di Ricerca e Sviluppo deve essere qualificata come ricerca di base o ricerca industriale e sviluppo sperimentale operata dalla norma tenendo in considerazione i principi generali e i criteri elaborati dall’OCSE nel Manuale Frascati.

Costituiscono invece attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta i lavori, diversi da quelli di ricerca e sviluppo, finalizzati alla realizzazione o all’introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa. In questo caso si fa riferimento al Manuale di Oslo che detta i criteri per considerare una attività come innovazione tecnologica ammissibile al credito.

I risultati dell’azienda dovranno essere descritti all’interno di una relazione tecnica che costituirà elemento probatorio teso a supportare l’iter e le ragioni che hanno giustificato l’inclusione delle attività e degli studi condotti come attività agevolabile: questo documento avrà una rilevanza fondamentale per comprovare l’agevolabilità dei costi sostenuti.

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GUI (Graphical User Interface) concept.

Le nuove aliquote e i nuovi massimali previsti dalla Legge di Bilancio 2021 per il credito d’imposta ricerca, sviluppo e innovazione si applicano alle spese sostenute dal primo gennaio 2021

Trattandosi quindi di modifiche concernenti un incentivo che si applica per periodi d’imposta, tali modifiche, in assenza di una specifica norma che attribuisca loro effetti retroattivi, non possono in nessun caso avere effetto su periodi d’imposta precedenti dell’entrata in vigore delle modifiche stesse.
Non importa che il legislatore abbia adottato, sul piano redazionale, la scelta di apportare le diverse modifiche direttamente sul corpo della disciplina originaria.

Le attività commissionate dall’estero sono incluse nei benefici del credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Con la risposta all’interpello 280 del 21 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate a seguito del confronto col MISE hanno chiarito l’ammissibilità delle consulenze per attività di ricerca e sviluppo commissionate da aziende intra-gruppo estere. L’apertura all’ammissibilità è valida per le spese sostenute dal 2017 al 2019 per il personale interno direttamente impiegato nel progetto, per i materiali e le forniture (solo nel 2019), per i consulenti esterni e per acquisizione di servizi specialistici a supporto delle attività di ricerca e sviluppo. Rimangono escluse e non ammissibili le attività commissionate dal centro di ricerca italiano a soggetti terzi.

Ricerca e Sviluppo e Innovazione, criteri per un’adeguata certificazione dei benefici previsti dalla Legge di Bilancio del 2021

Secondo un articolo riportato da Innovation Post lo scorso 5 aprile, a seguito dei numerosi accertamenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate sarebbero diversi gli usi impropri del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo. Spesso tale inadempienza è dovuta ad una scorretta interpretazione dei contenuti delle precedenti leggi di bilancio a favore di Industria 4.0 e ricerca e sviluppo. Tali ostacoli possono essere sormontati con una corretta interpretazione dei contenuti del progetto fin dalle fasi preliminari, verificando attentamente la compatibilità con i 5 criteri imposti dal Manuale di Frascati per misurare le attività di ricerca e sviluppo e allo stesso tempo verificare i requisiti del Manuale di Oslo sulla natura delle attività d’innovazione. In aggiunta, i correttivi attesi per il mese di Aprile rispetto al Piano Transizione 4.0 dovrebbero risolvere alcune questioni aperte sui beni strumentali non 4.0.

La ricerca europea in Italia, i dati raccontano

Tra il 2014 e il 2020 oltre 3.700 enti italiani sono stati finanziati da Horizon 2020, per un totale di circa 5,7 miliardi di euro, pari all’8,3% di quanto assegnato dall’intero programma.
Con Horizon Europe alle porte, diventa imprescindibile affrontare una riflessione – grazie al supporto dei dati – sulle lezioni apprese e le buone prassi maturate nel periodo 2017-2020. Grazie alla giornata di studi organizzata da APRE, diversi esperti provenienti da molteplici ambiti, hanno commentato i dati emersi dall’esperienza di finanziamento della ricerca a livello europeo.
La visione degli esperti: “de-burocratizzazione delle procedure, miglioramento della formazione dei giovani ricercatori per raggiungere una maggior indipendenza nella gestione dei progetti di ricerca e sviluppo a livello internazionale, messa a sistema delle conoscenze e delle esperienze positive per incentivare l’ingresso delle PMI nei partenariati pubblici e privati”.

Bando Regione Lombardia – Fondo per il sostegno al credito per le imprese cooperative

Il bando sostiene la creazione e la competitività delle imprese cooperative lombarde, nonché delle cooperative sociali e dei loro consorzi.

La R&S basata su conoscenze presenti nel campo scientifico tecnologico dell’impresa non pregiudica il bonus

In un articolo pubblicato nella sezione Norme e Tributi del Sole24 ore il 4 marzo 2021, il giornalista Roberto Lenzi focalizza l’attenzione sui contenuti dei numerosi webinar tenuti negli ultimi mesi dai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico intrecciati con la relazione di accompagnamento alla Legge di Bilancio 2020 e con il decreto del 26 maggio 2020. Il giornalista-esperto afferma che se le attività di ricerca e sviluppo svolte da una determinata azienda volte al progresso scientifico e tecnologico sono simili alle attività di ricerca e sviluppo svolte da un azienda nel medesimo periodo e settore ma protette da segreto aziendale e quindi non disponibili nello stato dell’arte e delle conoscenze del settore, allora tali attività di ricerca e sviluppo sono considerate ammissibili.

(Legge di Bilancio) Ricerca & Sviluppo & Agricoltura

Legge Bilancio 2021 (L. 178(2020): credito d’imposta Ricerca e sviluppo anche per le IMPRESE AGRICOLE INDIVIDUALI e le SOCIETA’ SEMPLICI