Bonus pubblicità: posticipato il periodo per l’invio delle dichiarazioni sostitutive per investimenti pubblicitari realizzati nell’anno 2021

Bonus pubblicità: posticipato il periodo per l’invio delle dichiarazioni sostitutive per investimenti pubblicitari realizzati nell’anno 2021

Presentazione della dichiarazione sostitutiva'' dal 10 gennaio al 10 febbraio 2022.

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria comunica che, a causa di interventi di aggiornamento della piattaforma telematica, è posticipato il periodo per la presentazione della dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti pubblicitari realizzati nell’anno 2021.
I soggetti che hanno presentato la ”comunicazione per l’accesso” al bonus pubblicità per l’anno 2021, per confermare la ”prenotazione” debbono inoltrare la ”dichiarazione sostitutiva” dal 10 gennaio al 10 febbraio 2022 (anziché dal 1° al 31 gennaio 2022).

Resta invariata la modalità per la presentazione del modello di dichiarazione sostitutiva telematica, che deve essere inviato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata ”Servizi per” alla voce ”Comunicare”, accessibile con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Siamo una rete multidisciplinare: CONTATTACI

Visita il sito di MB Consulting Soggetto Capofila della Rete di Imprese RETiQA.

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
L’analisi di fattibilità è gratuita! Compila il forum qui sotto e verrai ricontattato al più presto dallo Staff RETiQA.

Risp. AE 846/2021: credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e periodo agevolato

Risp. AE 846/2021: credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo e periodo agevolato

Chiarimenti in merito alla presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 846/2021 ha fornito chiarimenti in merito alla presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard, relativamente al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.
La disciplina in esame si applica autonomamente per ciascun periodo d’imposta così come individuato dalla disciplina fiscale, a prescindere dalla durata dello stesso, ma sulla base di parametri calcolati su periodi di durata standard di 12 mesi; ciò comporta che tutte le volte in cui ci si trovi in presenza di un periodo agevolato di durata inferiore o superiore a quella standard, i parametri rilevanti per il meccanismo di calcolo del credito d’imposta dovranno essere ragguagliati alla durata effettiva del periodo agevolato.

Siamo una rete multidisciplinare: CONTATTACI

Visita il sito di MB Consulting Soggetto Capofila della Rete di Imprese RETiQA.

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
L’analisi di fattibilità è gratuita! Compila il forum qui sotto e verrai ricontattato al più presto dallo Staff RETiQA.

Businessman draw growth graph and progress of business and analyzing financial and investment data ,business planning and strategy on blue background.

Risorse PNRR e cumulabilità tra gli incentivi

Risorse PNRR e cumulabilità tra gli incentivi

Incentivi da PNRR con divieto di cumulo

Al fine di rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale verso la digitalizzazione, l’innovazione tecnologica e l’internazionalizzazione delle imprese, la Componente 2 della Missione 1 del PNRR ha previsto una serie di interventi tra loro complementari. Fra questi, in particolare, la misura Investimento 1 Transizione 4.0 è tesa ad aumentare la produttività, la competitività e la sostenibilità delle imprese italiane nel contesto internazionale. La misura consiste nel riconoscimento di tre tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in:

  • beni capitali (articolo 1, commi 189-190, della Legge n. 160 del 2019 e articolo 1, commi 1051 e successivi della Legge n. 178 del 2020);
  • ricerca, sviluppo e innovazione (articolo 1, commi 198 e successivi, della Legge n. 160 del 2019;
  • attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze (articolo 1, commi da 46 a 56, della Legge n. 205 del 2017).

Agevolazioni riepilogate nella Risoluzione n. 68/E del 2021 che ha evidenziato gli incentivi che sono cofinanziati dal Pnrr e confermato che gli stessi attingono già dal 2021 alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

Le misure citate si caratterizzavano già per uno specifico regime di cumulabilità.
Ad esempio, l’articolo 1, comma 1059, prevede che l’agevolazione credito di imposta per l’acquisto di beni rilevanti ai fini del programma Transizione 4.0, è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi a condizione che tale cumulo, tenuto conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto. Questo ha, fino ad oggi, consentito la possibilità di cumulare, nei limiti appena descritti, fra bonus sud (articolo 1, comma 98 e seguenti, della Legge n. 208 del 2015) e credito di imposta investimento 4.0.

 

Con il Regolamento UE 2021/241 del 12 febbraio 2021 ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza e ha previsto l’impossibilità di finanziare due volte la stessa spesa nell’ambito del Pnrr e di altri programmi dell’Unione Europea (rif. Art. 9)

 

A questo si aggiunge una Faq di SIMEST nell’ambito dell’“operatività in PNRR” dove si chiarisce che “la Delibera Quadro e la Circolari escludono la finanziabilità di spese oggetto di altra agevolazione pubblica (anche agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuto di Stato, come ad esempio le misure di credito di imposta che abbiano ad oggetto i medesimi costi) e impongono il rispetto dell’obbligo di assenza del c.d. ”doppio finanziamento” (ossia il divieto di doppia copertura dei medesimi costi), fattispecie ulteriormente definita dalla Circolare MEF n. 21/2021 e dal relativo allegato tecnico.”

 

La Circolare MEF n. 21 del 14 ottobre 2021 ha esteso il divieto di doppio finanziamento aggiungendo, oltre agli strumenti della UE, anche le “risorse ordinarie del bilancio statale”. Andando così ben oltre la disposizione del regolamento UE. Di conseguenza, il divieto di doppio finanziamento per lo stesso costo non riguarda solo strumenti e programmi dell’Unione, ma si estende a incentivi finanziati con risorse del bilancio statale. Quindi qualsiasi iniziativa finanziata dal PNRR sarà caratterizzata dall’assoluto divieto di cumulo con qualsiasi altro tipo di agevolazione.

 

In sintesi, si resta in attesa di chiarimenti da parte delle Autorità per capire la questione dell’effettiva cumulabilità degli incentivi finanziati dal PNRR.

Siamo una rete multidisciplinare: CONTATTACI

Visita il sito di MB Consulting Soggetto Capofila della Rete di Imprese RETiQA.

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
L’analisi di fattibilità è gratuita! Compila il forum qui sotto e verrai ricontattato al più presto dallo Staff RETiQA.

Finance.

Risp. ADE 812/2021: investimenti nel Mezzogiorno e affitto ramo d’azienda

Risp. ADE 812/2021: investimenti nel Mezzogiorno e affitto ramo d’azienda

Chiarimenti sulla rideterminazione del credito

L’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 812 del 15 dicembre 2021 ha fornito chiarimenti in merito al credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e affitto d’azienda specificando che l’ipotesi di rideterminazione del credito non può trovare applicazione se i beni oggetto di agevolazione non sono singolarmente dismessi o ceduti a terzi, ma circolano insieme all’azienda che verrà condotta dall’affittuario nell’ambito dell’esercizio di un’attività imprenditoriale.

Al fine di rendere inoperante la rideterminazione, l’affittuario dovrà comunque, entro i periodi di sorveglianza previsti, far entrare in funzione e non dismettere i beni nell’ambito del compendio aziendale.
Nella differente ipotesi in cui il trasferimento dei beni fosse qualificabile come locazione degli stessi, si applicherebbe il comma 105 dell’art. 1 della Legge 208/2015, con la conseguenza che il credito d’imposta dovrebbe essere rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei suddetti beni.

Siamo una rete multidisciplinare: CONTATTACI

Visita il sito di MB Consulting Soggetto Capofila della Rete di Imprese RETiQA.

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
L’analisi di fattibilità è gratuita! Compila il forum qui sotto e verrai ricontattato al più presto dallo Staff RETiQA.

Investimento 1 – Transizione 4.0: i codici tributo per la compensazione

Investimento 1 – Transizione 4.0: i codici tributo per la compensazione

Con Risoluzione n 68/E del 30 novembre 2021 l'Agenzie delle Entrate riepilogano i codici tributo da utilizzare per la compensazione dei crediti di imposta per la transizione 4.0.
Il Consiglio ECOFIN in data 13 luglio 2021 ha adottato la Decisione di esecuzione relativa all’approvazione della valutazione del Piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia (PNRR). 
Nell’allegato alla Decisione vengono descritte le riforme e gli investimenti previsti dal PNRR, caratterizzati da puntuali obiettivi e traguardi secondo una precisa cadenza temporale, al cui conseguimento si lega l’assegnazione delle risorse su base semestrale.
La misura “Investimento 1: Transizione 4.0” (M1C2-1) prevista dal PNRR ha l’obiettivo di sostenere la trasformazione digitale delle imprese, incentivando gli investimenti a sostegno della digitalizzazione attraverso il riconoscimento di tre tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in:
  1. beni capitali;
  2. ricerca, sviluppo e innovazione;
  3. attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.
Le misure agevolative in argomento sono attualmente disciplinate:
  • dall’articolo 1, commi 189-190, della legge 27 dicembre 2019 n. 160 e dall’articolo 1, commi da 1054 a 1058, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali 4.0, immateriali 4.0 ed immateriali standard);
  • dall’articolo 1, commi 198-209, della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative per la competitività delle imprese);
  • dall’articolo 1, commi da 46 a 56, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0).
Per consentire l’utilizzo in compensazione con F24 dei crediti di imposta sono stati istituiti appositi codici di imposta che la risoluzione n. 68/2021 in oggetto riepiloga e spiega come segue:
Risoluzione n. 3/E del 13 gennaio 2021 
  • “6933” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 189, legge n. 160/2019”;
  • “6934” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 190, legge n. 160/2019”;
  • “6935” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, commi 1054 e 1055, legge n. 178/2020”. Questo codice tributo è relativo sia ai beni materiali che ai beni immateriali. In ogni caso la parte finanziata dal PNRR è solo quella relativa ai beni immateriali;
  • “6936” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, commi 1056 e 1057, legge n. 178/2020”;
  • “6937” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 1058, legge n. 178/2020”. Il codice tributo “6932”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, comma 188, legge n. 160/2019”, istituito con la citata risoluzione n. 3/E del 13 gennaio 2021, è utilizzabile per le misure agevolative a cui si riferisce, che non sono finanziate dal PNRR.
Risoluzione n. 13/E del 1° marzo 2021 
  • “6938” denominato “Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative – art. 1, c. 198 e ss., legge n. 160 del 2019”. Per completezza, si conferma che rimangono validi i seguenti codici tributo istituiti con la citata risoluzione n. 13/E del 1° marzo 2021, che non sono relativi a misure finanziate nell’ambito del PNRR:
  • “6939” denominato “Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo – Misura incrementale per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno – art. 244, c. 1, DL n. 34 del 2020”;
  • “6940” denominato “Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo – Misura incrementale per gli investimenti nelle regioni del sisma centro Italia – art. 244, c. 1, DL n. 34 del 2020”.
Risoluzione n. 6/E del 17 gennaio 2019 
  • “6897” denominato “credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0 – art. 1, commi da 46 a 56, della legge n. 205/2017 e art. 1, commi da 78 a 81, della legge n. 145/2018”.
Ai fini del puntuale monitoraggio delle sopra descritte misure agevolative, i dati dei crediti d’imposta maturati e fruiti sono indicati anche nelle dichiarazioni dei redditi dei soggetti beneficiari, secondo le relative istruzioni approvate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
Nelle dichiarazioni dei redditi 2021 per l’anno d’imposta 2020:
  • il credito d’imposta di cui al codice “6933”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 189, legge n. 160/2019”, sarà monitorato nel quadro RU sez. I codice “2H” e nella sez. IV rigo RU120 col. 2;
  • il credito d’imposta di cui al codice “6934”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 190, legge n. 160/2019”, sarà monitorato nel quadro RU sez. I codice “3H” e nella sez. IV rigo RU120 col. 3;
  • il credito d’imposta di cui al codice “6935”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, commi 1054 e 1055, legge n. 178/2020”, sarà monitorato nel quadro RU sez. I codice “L3” e, al fine di rilevare gli 4 investimenti relativi ai soli beni immateriali (gli unici finanziati dal PNRR), nella sez. IV rigo RU130 col. 2 e col. 3;
  • il credito d’imposta di cui al codice “6936”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, commi 1056 e 1057, legge n. 178/2020”, sarà monitorato nel quadro RU sez. I codice “2L” e nella sez. IV rigo RU130 col 5;
  • il credito d’imposta di cui al codice “6937”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 1058, legge n. 178/2020”, sarà monitorato nel quadro RU sez. I codice “3L” e nella sez. IV rigo RU130 col 6.
Per i codici tributo qui elencati, saranno individuate modalità analoghe di monitoraggio anche nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta successivi, nelle quali saranno inoltre monitorabili:
  • il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo (codice tributo 6938), finanziato dal PNRR solo a partire dall’anno d’imposta 2021, che sarà pertanto rilevabile a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2022 per l’anno d’imposta 2021;
  • il credito d’imposta per le spese di formazione (codice tributo 6897), finanziato dal PNRR solo a partire dall’anno d’imposta 2021, che sarà pertanto rilevabile a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2022 per l’anno d’imposta 2021. Attualmente viene indicato nel quadro RU sez. I codice “F7”.

Siamo una rete multidisciplinare: CONTATTACI

Visita il sito di MB Consulting Soggetto Capofila della Rete di Imprese RETiQA.

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
L’analisi di fattibilità è gratuita! Compila il forum qui sotto e verrai ricontattato al più presto dallo Staff RETiQA.