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Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato: sesta modifica

Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato: sesta modifica

Il 18/11/2021 la Commissione europea ha deciso di prorogare fino al 30 giugno 2022 il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato e ha inoltre deciso di introdurre due nuove misure per creare, per un ulteriore periodo limitato, incentivi diretti per investimenti privati e misure di sostegno alla solvibilità orientati al futuro.
Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: ”Fin dall’inizio della pandemia, il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato ha consentito agli Stati membri di fornire un sostegno mirato e proporzionato alle imprese che ne avevano bisogno, introducendo nel contempo misure di salvaguardia per preservare le condizioni di parità nel mercato unico. Oggi ne abbiamo prorogato l’applicazione per sei mesi, fino alla fine di giugno del prossimo anno. La proroga limitata offre la possibilità di un’eliminazione graduale, progressiva e coordinata delle misure legate alla crisi, evitando improvvisi e bruschi deterioramenti, e riflette la vigorosa ripresa prevista dell’economia europea nel suo complesso. D’altro canto continueremo a monitorare attentamente l’aumento delle infezioni di COVID-19 e altri rischi per la ripresa economica. Per sostenere ulteriormente la ripresa abbiamo introdotto due nuovi strumenti per rilanciare l’economia e attirare gli investimenti privati per una ripresa più rapida, verde e digitale.”
Tenendo conto della ripresa economica osservata, la Commissione ha adottato una proroga di sei mesi del quadro temporaneo, fino al 30 giugno 2022, elevando da 1,8 milioni di euro a 2,3 milioni di euro l’importo complessivo degli aiuti rientranti nella sezione 3.1 dedicata agli “Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali” .
Ciò consentirà agli Stati membri, ove necessario, di estendere i regimi di sostegno e di garantire che le imprese che risentono ancora degli effetti della crisi non siano improvvisamente private del sostegno necessario. Allo stesso tempo, la Commissione continuerà a monitorare attentamente lo sviluppo della pandemia di COVID-19 e altri rischi per la ripresa economica.
Inoltre, la Commissione ha introdotto una serie di adeguamenti mirati, tra cui due nuovi strumenti per sostenere l’attuale ripresa dell’economia europea in maniera sostenibile:
  • misure di sostegno agli investimenti per aiutare gli Stati membri a superare la carenza di investimenti accumulata a causa della crisi. Gli Stati membri possono predisporre incentivi per gli investimenti realizzati dalle imprese e utilizzare questo strumento per accelerare la transizione verde e digitale. La misura include elementi di salvaguardia per evitare distorsioni indebite della concorrenza, ad esempio il fatto che le misure debbano interessare un ampio gruppo di beneficiari e che l’importo dell’aiuto debba essere limitato. Questo strumento è a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2022;
  • misure di sostegno alla solvibilità per mobilitare fondi privati e renderli disponibili per investimenti nelle piccole e medie imprese (PMI), comprese le start‑up e le piccole imprese a media capitalizzazione. Gli Stati membri possono concedere garanzie a intermediari privati, introducendo incentivi a investire in questi tipi di società e offrendo loro un accesso più agevole al finanziamento del capitale, che spesso hanno difficoltà ad attirare individualmente. Ciò è particolarmente importante alla luce dei crescenti livelli di indebitamento raggiunti dalle imprese durante la crisi. Questo strumento è a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2023.
Inoltre, tra le altre modifiche, la Commissione ha:
  • prorogato dal 30 giugno 2022 al 30 giugno 2023 la possibilità per gli Stati membri di convertire gli strumenti rimborsabili (ad esempio garanzie, prestiti, anticipi rimborsabili) concessi in applicazione del quadro di temporaneo in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette;
  • adeguato gli importi massimi di taluni tipi di aiuto in maniera proporzionale rispetto alla proroga della durata;
  • fornito chiarimenti sul ricorso alle norme eccezionali in materia di flessibilità degli orientamenti della Commissione sul salvataggio e la ristrutturazione;
  • prorogato per altri tre mesi (dal 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022) l’elenco modificato dei paesi con rischi non assicurabili sul mercato, nel contesto dell’assicurazione dei crediti all’esportazione a breve termine (STEC).
Contesto
Il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato è stato adottato il 19 marzo 2020 ed è stato modificato una prima volta il 3 aprile 2020 per aumentare le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione di prodotti utili a combattere la pandemia di COVID-19, salvaguardare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia. L’8 maggio 2020 la Commissione ha adottato una seconda modifica che ha esteso l’ambito di applicazione del quadro temporaneo alle misure di ricapitalizzazione e debito subordinato. Con la terza modifica del 29 giugno 2020 la Commissione ha di nuovo esteso l’ambito di applicazione del quadro temporaneo per potenziare il sostegno a microimprese, piccole imprese e start-up e incentivare gli investimenti privati. Il 13 ottobre 2020 la Commissione ha prorogato il quadro temporaneo al 30 giugno 2021 (escluse le ricapitalizzazioni, che possono essere accordate fino al 30 settembre 2021) e ha consentito agli Stati membri di coprire parte dei costi fissi non coperti delle imprese colpite dalla crisi. Il 28 gennaio 2021 la Commissione ha adottato una quinta modifica che amplia l’ambito di applicazione del quadro temporaneo aumentando i massimali ivi stabiliti e consentendo, fino alla fine del 2022, la conversione di determinati strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette.

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I Fondi paritetici interprofessionali ai tempi del Covid

I Fondi paritetici interprofessionali ai tempi del Covid

Pubblicata la ricognizione di Anpal che conferma il ruolo di snodo dei Fondi nel modernizzare le imprese italiane
I Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua possono avere un ruolo chiave nel rafforzare il processo di ammodernamento delle imprese italiane. Dalle interviste fatte a tutti i 19 fondi operativi è emerso che l’attività formativa, pur se con riduzioni e rallentamenti, non si è fermata durante la pandemia. I Fondi, partendo da una propria ristrutturazione organizzativa interna, hanno cercato infatti di risolvere le problematiche poste dalle agenzie formative e dalle imprese che avevano programmato la formazione in presenza.
È quanto si legge nel Focus ”I Fondi paritetici interprofessionali ai tempi del Covid”, che deriva dalle azioni di controllo sulle attività dei Fondi paritetici interprofessionali svolte da Anpal proprio con la consapevolezza che tali organismi sono uno degli snodi per modernizzare e innovare le imprese del paese. La stessa Anpal, con un quadro normativo in costante evoluzione durante la pandemia, ha cercato di offrire una cornice di regolamentazione allo stesso tempo essenziale e di immediata applicabilità.
I temi su cui si è polarizzata la ricognizione, sono stati:
A. Impatto del Covid, con particolare attenzione a:
  • le adesioni e sui flussi finanziari;
  • il rapporto con le imprese e le esigenze di riprogrammazione, partendo dalla didattica, dai contenuti, dai metodi, dal tema delle disparità/diseguaglianze di accesso alla formazione a distanza e altri temi legati alla programmazione durante il Covid;
  • i rapporti con le istituzioni.
B. Prospettive del Fondo nel post pandemia rispetto a:
  • azioni a sostegno del Fondo Nuove Competenze;
  • programmazione futura dei Fondi in rapporto ai temi e alle opportunità poste dal PNRR.
C. Avanzamento del processo di programmazione per competenze e certificazione
Lo stravolgimento causato dalla pandemia, con l’attuazione della formazione a distanza, ha accentuato i processi di innovazione non solo nelle modalità di erogazione, ma anche in termini di contenuti, organizzazione e capacità di allargare la fruizione. Dalle interviste è emersa anche la necessità di superare la fase emergenziale per un ritorno alla normalità anche per la formazione, ma questa nuova modalità di apprendimento difficilmente rappresenterà una modalità residuale, come in passato.
Disomogenea appare la programmazione per competenze: infatti dal 2018 sono pochi i Fondi che hanno avviato il processo di revisione e sperimentazione della formazione basata sulle competenze. Si tratta di un tema da prendere in considerazione anche per un futuro coinvolgimento dei Fondi nella proposta del nuovo piano di Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol).

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Le novità in materia di lavoro introdotte dal disegno di legge di conversione del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020)

Rafforzamento delle misure a sostegno di imprese e professionisti ed introduzione di nuove indennità per alcuni settori e lavoratori