Beni strumentali con utilizzo all’estero

Beni strumentali con utilizzo all’estero

L'ADE con la risposta n. 829 del 17/12/2021 fornisce chiarimenti in merito all'utilizzo di un macchinario all'estero

Una società che intende acquistare un macchinario innovativo sia sul piano tecnologico che su quello ambientale, da impiegare in parte in Italia e in parte all’estero, per lo svolgimento di lavori propri o per servizi di noleggio, può fruire del credito d’imposta sui beni strumentali, considerando che l’esiguo impiego del bene all’estero non configura una delocalizzazione.

Solo l’ipotesi di un utilizzo prevalente e autonomo in uno Stato estero, senza un nesso causale con l’impresa italiana, contrasterebbe con la ratio della misura di favore, finalizzata a promuovere il processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa italiana.

L’istante comunica che destinerà il nuovo apparecchio prevalentemente nella produzione della propria azienda in Italia, ma vorrebbe utilizzarlo temporaneamente anche presso alcuni cantieri situati all’estero. Di conseguenza, chiede quindi se l’utilizzo del bene nei cantieri esteri possa comportare qualche limitazione alla fruizione del credito d’imposta sui beni strumentali nuovi attualmente disciplinato dall’articolo 1, commi 1051-1063, della legge n. 178/2020.

La società istante chiarisce che l’utilizzo del bene e i contratti ad esso legati fanno sempre riferimento in qualche modo all’attività svolta in Italia. Il bene, infatti, può essere utilizzato per lo svolgimento di lavori della stessa società istante con proprio personale, oppure noleggiato con o senza operatore specializzato. In quest’ultimo caso, gli operai sarebbero esclusivamente i dipendenti della società italiana. Il presunto utilizzo estero del bene nei cantieri potrebbe essere al massimo di tre settimane, per un uso complessivo annuo massimo di due mesi. Il trasporto del macchinario dall’Italia verso i cantieri esteri e viceversa verrebbe sempre gestito dalla sede operativa italiana.

L’Agenzia sul quesito riguardante lo svolgimento di lavori della società istante presso cantieri italiani ed esteri, precisa che se il luogo estero di destinazione del bene non ha una vera e propria struttura organizzativa (condizione che non può essere verificata in sede di interpello) e l’utilizzo diretto del bene avviene con personale fornito dalla società con un impiego temporaneo dei mezzi e persone, non si configura una “delocalizzazione”, circostanza che precluderebbe di fatto l’applicazione dell’agevolazione. Quindi se l’organizzazione e la gestione economica del bene fa capo all’azienda italiana, l’istante potrà fruire del credito d’imposta per i beni strumentali nuovi.

Relativamente al noleggio del bene, l’Agenzia precisa che se l’utilizzo estero del bene ceduto a nolo, con o senza operatore, non è prevalente dal punto di vista economico e temporale rispetto all’utilizzo italiano, la società potrà beneficiare del bonus in esame.

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